2019 - AVVOCATO TIZIANA CHIAPPONI

AVVOCATO TIZIANA CHIAPPONI
Studio Legale
Diritto Civile - Commerciale, Diritto di Famiglia, Diritto
Tributario, Diritto del Lavoro, Diritto Penale
Polizza responsabilità civile Ass.Generali nr. 343324042

Vai ai contenuti
Avv. Tiziana Chiapponi
Articoli 2019
Avv. Tiziana Chiapponi
Articoli 2019
Articoli 2019
.
6 novembre ·
Oggi torniamo a parlare di riscossione esattoriale ed, in particolare, di SOSPENSIONE LEGALE DELLA RISCOSSIONE

La L. 228/2012 consente al contribuente che si veda notificato un atto esattoriale ( cartella di pagamento, intimazione di pagamento, preavviso di iscrizione di fermo amministrativo, preavviso di iscrizione ipotecaria) di impugnare il predetto atto in modo alternativo al ricorso giudiziale. Come? Con una dichiarazione che abbia i requisiti richiesti dalla richiamata normativa la quale, a differenza della semplice istanza in autotutela, deve essere indirizzata direttamente all'Agente della Riscossione. I motivi a fondamento dell'opposizione presentata dal contribuente, sono tassativamente indicati dalla legge (decadenza/ prescrizione/ estinzione del debito  ecc..).

L'Agente della Riscossione, una volta ricevuta la dichiarazione di cui alla L. 228/2012, DEVE SOSPENDERE IMMEDIATAMENTE OGNI ATTIVITA' VOLTA AL RECUPERO DEL CREDITO, IVI COMPRESE LE MISURE CAUTELARI, deve  trasmettere la dichiarazione entro 10 giorni dal suo ricevimento agli Enti Creditori i quali, a loro volta, valutate le eccezioni sollevate dal contribuente, potranno accoglierle, e quindi provvedere allo sgravio, oppure rigettarle nel termine di 220 giorni dal ricevimento  della predetta dichiarazione, dando comunicazione all'Agenzia delle  Entrate Riscossione di riprendere tutte le attività necessarie per il recupero del credito. Ma, COSA SUCCEDE SE GLI ENTI CREDITORI NON SI  PRONUNCIANO NEL TERMINE DI 220 GIORNI? La L. 228/2012 collega alla mancata risposta nei predetti termini uno specifico effetto: GLI ATTI  IMPUGNATI SI ANNULLANO AUTOMATICAMENTE.  Una legge, dunque, molto semplice e dalla facile interpretazione che consente al contribuente di ottenere un effetto immediato determinato dalla semplice presentazione della dichiarazione: la sospensione automatica di ogni attività volta al recupero del credito da parte dell'Agente della Riscossione. Ciò significa, in parole semplici, che una volta presentata la dichiarazione di cui alla L. 228/2012, VIENE PARALIZZATA OGNI ATTIVITA' DELL'AGENZIA  DELLE ENTRE RISCOSSIONE, fino al pronunciamento nel merito degli Enti  Creditori.

Avv. Tiziana Chiapponi

5 novembre
NULLI GLI ATTI A SORPRESA DELL' AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE

Con la sentenza n. 12237 del 09.05.2019 la Corte di Cassazione ha ribadito il consolidato principio secondo cui l'Agenzia delle Entrate Riscossione, già Equitalia Servizi di Riscossione, prima di iscrivere ipoteche sui beni dei contribuenti o di sottoporre ad esecuzione forzata beni o crediti del contribuente, deve notificare uno specifico atto amministrativo di avviso delle imminenti azioni.
Il caso: Agenzia delle Entrate Riscossione provvedeva ad iscrivere ipoteca legale su un immobile di proprietà del contribuente sulla base di una cartella di pagamento notificata 11 mesi prima.

La decisione: per iscrivere ipoteca esattoriale sui beni del contribuente è sempre necessaria la notifica del preavviso di iscrizione ipotecaria, e poi, una volta iscritta, della comunicazione di avvenuta iscrizione ipotecaria. Ciò in ossequio a quanto stabilito dagli art. 41, 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell'Unione Europea che sanciscono, nello specifico, il diritto ad una buona amministrazione, il diritto al  ricorso specifico ed il diritto di difesa. Analogo dovere di "avviso" è necessario per sottoporre ad esecuzione forzata i beni o i crediti del contribuente. Infatti, qualora la cartella di pagamento non pagata dal contribuente sia stata notificata da oltre un anno, l'Agente della Riscossione, prima di effettuare il pignoramento, deve notificare un avviso di intimazione, ai sensi dell'art. 50 del D.P.R. 602/73, con il quale ne intima il pagamento. Ne deriva che nessun atto " a  sorpresa", che sia idoneo ad incidere negativamente nella sfera degli interessi legittimi del contribuente, può essere adottato senza il preventivo avviso.

30 ottobre ·
IL TASSO SOGLIA DI USURA SI APPLICA ANCHE AGLI INTERESSI DI MORA

Ciò è quanto è stato stabilito dalla Suprema Corte di Cassazione nella recentissima ordinanza n. 26286 del 17.10.2019. La III Sezione della Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sull'opposizione proposta da una contribuente già in sede di pignoramento immobiliare trovante titolo nel presunto mancato pagamento di mutuo, ha specificato come anche gli interessi di mora, al pari di quelli corrispettivi, siano soggetti all'applicazione della normativa antiusura, con la conseguenza che, laddove la loro misura oltrepassi il cosiddetto "tasso soglia" previsto  dall'articolo 2 della legge 7 marzo 1996 n. 108 si configura usura "oggettiva" la quale, come noto, determina la nullità della clausola ex articolo 1815, comma 2 del Cc (determinazione degli interessi). In termini pratici, ciò significa che il mutuatario sarà tenuto al rimborso della sola quota capitale con esclusione di tutti gli interessi, senza contare il fatto che, per l'applicazione di interessi usurari l'Istituto di credito, potrebbe risponderne anche in sede penale.

23 ottobre - 2 giorni = 2 vittorie

Secondo risultato positivo ottenuto in due giorni dallo studio legale Avv. Tiziana Chiapponi. Dopo la declaratoria di nullità ed inefficacia del pignoramento immobiliare e condanna alla cancellazione dello stesso ottenuta ieri presso il Tribunale di Velletri, la nuova vittoria di oggi è stata ottenuta presso il Tribunale Civile di Latina ed attiene ad un indebito arricchimento.

Il caso:
Tizio presta alcune somme a Caio emettendo due assegni e fornendogli la provvista necessaria ad estinguere obbligazioni tributarie. Caio giova di dette somme ma non le restituisce a Tizio. Tizio, quindi evoca in giudizio Caio per ottenere la restituzione delle somme prestate. Tra i due, però, non è stato sottoscritto alcun contratto di mutuo. Caio, al fine di sottrarsi al pagamento delle somme richieste, evoca in giudizio Sempronio, al fine di fare accertare che le somme prestate da Tizio, erano si servite a pagare debiti tributari intestati a Caio, ma che in realtà quei debiti tributari erano da imputare a Sempronio, avanzando, quindi, domanda di risarcimento danni nei confronti di quest'ultimo.

La decisione:
il Giudice del Tribunale di Latina ha accolto la domanda avanzata da Tizio ritenendo che Caio si sia ingiustamente arricchito a sue spese, ed allo stesso modo, ha rigettato la domanda di Caio nei confronti di Sempronio ritenendo non provata la contrazione dei debiti tributari in capo a Sempronio.

22 ottobre ·
Stop al pignoramento immobiliare!!

Con decisione emessa in data odierna il Tribunale di Velletri ha annullato il pignoramento immobiliare eseguito ai danni del debitore e delle terze proprietarie dell'immobile, assistiti dall'Avv. Tiziana Chiapponi, in quanto eseguito in violazione delle norme procedurali. Il caso: Tizio è titolare di credito nei confronti di Caio in forza di decreto ingiuntivo divenuto definitivo. Nel frattempo Caio vende l'immobile di sua proprietà alle figlie. Tale vendita viene revocata in quanto eseguita in frode al creditore. Tizio, il creditore, esegue pignoramento sull'immobile oggetto di revocatoria, oggi di proprietà delle figlie di Caio. Tuttavia, Tizio notifica gli atti esecutivi soltanto a Caio e non alle figlie, reali proprietarie dell'immobile. Il Giudice del Tribunale di Velletri, in accoglimento dell'opposizione proposta da Caio e dalle proprie figlie, ha disposto la cancellazione del pignoramento, ritenendo da un lato che, la revocatoria dell'atto di compravendita non comporti diritto restitutorio nella proprietà di Caio, e dall'altro che, comunque erano stati violati gli art. 603 ss del c.p.c. Quindi l'immobile è stato restituito nella piena proprietà delle figlie di Caio privo di pregiudizi negativi con le relative spese di cancellazione a carico di Tizio.

Avv. Tiziana Chiapponi

14 ottobre ·
Obiettivo: 9 miliardi di euro di riscossione nel 2019.

Lo ha annunciato nel corso di un'audizione alla Camera il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Antonino Maggiore. "Il piano operativo per l'esercizio 2019 è stato predisposto in modo tale da garantire una maggiore efficienza ed efficacia dell'azione di riscossione, con l'intento di ottenere volumi di riscossione da ruoli non inferiore a 9 miliardi di euro ed efficientamenti nei processi di concessione delle rateizzazioni e di notifica". Tuttavia, i numeri relativi all'esito dei ricorsi tributari presentati nello scorso anno, restituiscono l'evidenza di un operato da parte delle Agenzie fiscali non proprio legittimo e corretto con conseguente annullamento di sempre più cartelle esattoriali, intimazioni, ipoteche e pignoramenti. Un'attenta e preventiva analisi della pretesa tributaria sia a livello formale che sostanziale è, dunque, assolutamente necessaria per la tutela dei propri diritti.

2 ottobre
SENTENZA EPOCALE DELLA CORTE DI CASSAZIONE CHE SEGNA LA DISFATTA DELLE BANCHE IN TEMA DI FIDEIUSSIONI!!

Hai rilasciato garanzie personali a fronte dell'erogazione:

- di un prestito;
- di un mutuo;
- di un conto corrente;
- di un fido per te o per la tua azienda?

Se queste sono state redatte sulla base dello schema ABI 2003 sono AUTOMATICAMENTE NULLE. A stabilirlo è stata la Corte di Cassazione con  sentenza del 22.05.2019. Una vera e propria disfatta per gli Istituti di credito. Ed allora, verifica la tua fideiussione e tutela i tuoi diritti.

Studio legale Avv. Tiziana Chiapponi

16 settembre ·
Tutto è bene ciò che finisce bene.

Con provvedimento del 12.09.2019 il Tribunale di Latina ha ritenuto che "l'apposizione della sbarra costituisca spoglio violento del compossesso esercitato dal ricorrente, segnatamente attraverso l'utilizzo dell'area per l'accesso con l'autovettura ed il parcheggio (laddove per violento deve intendersi, secondo la constante giurisprudenza, lo spoglio posto in essere contro la volontà, anche presunta, del possessore)" e per l'effetto ha ordinato alla società resistente di consegnare immediatamente al ricorrente, copia del telecomando della sbarra per cui è causa, meglio descritta in ricorso", condannando, vieppiù, la controparte al pagamento delle spese  di soccombenza.

12.09.2019
Casette mobili fissate al suolo senza titolo edilizio? E' reato.

A stabilirlo è stata la Terza Sezione Penale della Corte di Cassazione nella recentissima sentenza n. 36481 del 28.08.2019. Infatti l'assenza del permesso a costruire è giustificata solo avuto riguardo agli interventi in cui ricorrono contestualmente i requisiti di cui al comma 1, lett. e5) dell'art. 3 del citato D.P.R., ovvero la collocazione all'interno di una struttura ricettiva all'aperto, temporaneo ancoraggio al suolo, conformità alla normativa regionale di settore, destinazione alla sosta ed al soggiorno necessariamente occasionali e limitati nel tempo di turisti. Ma vi è di più! Secondo la Suprema Corte non può applicarsi nemmeno la speciale causa di non punibilità per "particolare tenuità del fatto", tenuto conto delle  dimensioni del manufatto.

25.03.2019
Ed anche questa settimana è iniziata con un ottimo risultato:

il Tribunale Civile di Latina Sez. Esecuzioni Immobiliari in accoglimento delle istanze depositate dai creditori, a seguito di attività di ristrutturazione del debito patrocinata, per i debitori, dall'Avv. Tiziana Chiapponi, ha sospeso l'intera procedura esecutiva ed il terzo tentativo di vendita dell'immobile all'asta già fatto oggetto di pubblicazione. L'operazione di ristrutturazione del debito ha comportato il raggiungimento di un vantaggioso accordo con l'Agenzia delle Entrate Riscossione e con la Curatela di un Fallimento, con l'avallo del Giudice Delegato della Sezione Fallimentare, nella veste di creditore procedente. Soddisfazione, dunque, per i debitori esecutati, i quali possono finalmente tirare un sospiro di sollievo.

20-01.2019 - PACE FISCALE

Ricapitoliamo insieme cosa prevede il decreto "pace fiscale" per le liti pendenti:

  • Se il contribuente ha già vinto in I grado, per chiudere il contenzioso con il Fisco dovrebbe versare il 40% dell'importo dell'atto contestato;
  • Se il contribuente ha già vinto in II, grado per chiudere il contenzioso con il Fisco dovrebbe versare il 15% dell'importo dell'atto contestato;
  • Se il contribuente ha già vinto I e II grado ma è in attesa del giudizio della Cassazione, per chiudere il contenzioso con il Fisco dovrebbe versare il 5% dell'importo dell'atto contestato.

Ora,facendo un'analisi strettamente logico - giuridica, e per nulla polemica in ordine alla correttezza o meno sotto il profilo politico del decreto, un aspetto emerge con prepotente evidenza: anche se il contribuente ha avuto ragione e, dunque, ha ottenuto la cancellazione del debito, il Fisco non rinuncia al contenzioso in corso ed, al contrario, seppure soccombente, pretende comunque il pagamento in forma ridotta dell'atto già sostanzialmente annullato. Quindi cari utenti fate attenzione! Prima di avvalervi della rateizzazione e della rottamazione, fate analizzare la vostra posizione. Solo dopo un'attenta analisi sarete in grado di valutare quale azione sarà conforme alle vostre esigenze.

5.2.2019
MALASANITA'

Oggi parliamo di malasanità ed in particolare di responsabilità medica in caso di mancato consenso informato del paziente. Sul punto si è espressa recentemente la Suprema Corte di Cassazione, la quale, con ordinanza n. 31234 del 04.12.2018 ha ribadito il consolidato principio di diritto secondo cui, la mancanza di consenso è rilevante a fini risarcitori, quando dalla violazione del diritto all'autodeterminazione del paziente sia scaturito un pregiudizio per quest'ultimo, a prescindere dalla lesione del diritto alla salute in senso stretto. Tale diritto, infatti, distinto da quello alla salute, trova fondamento nei principi costituzionali, e rappresenta una forma di rispetto per la libertà dell'individuo, nonchè uno strumento relazionale diretto alla tutela dell'interesse ad una completa informazione sulle conseguenze dell'intervento medico.

15.2.19
SOSPESA L'ESECUTORIETA' DI CARTELLE DI PAGAMENTO E ISCRIZIONE IPOTECARIA ESATTORIALE PER OLTRE 1.400.000,00 EURO

E' con soddisfazione che lo studio legale Avv. Tiziana Chiapponi condivide questo nuovo successo. In data odierna la CTP di Latina ha sospeso l'efficacia esecutiva delle cartelle di pagamento per un importo ultramilionario (ben 1 MILIONE E QUATTROCENTO MILA EURO) accogliendo sommariamente le ragioni del contribuente rappresentato difeso da questo studio. A sostegno del ricorso si eccepiva la pregressa contestazione  del credito, l'intervenuto annullamento automatico di alcune cartelle, l'intervenuta prescrizione e la violazione della L. 228/12.

25.2.2019
NUOVO INIZIO DI SETTIMANA NUOVA VITTORIA
ANNULLATA INTIMAZIONE DI PAGAMENTO PARI AD EURO 74.346,90

La CTP di Latina ha accolto il ricorso proposto da una società rappresentata e difesa dall'Avv. Tiziana Chiapponi, avverso l'intimazione di pagamento con la quale l'Agenzia delle Entrate Riscossione chiedeva il pagamento della somma di euro 74.346,90 entro 5 giorni dalla notifica della stessa, annullando interamente l'intimazione in parola e le cartelle ivi sottese. A sostegno dell'opposizione l'Avv. Tiziana Chiapponi eccepiva l'inesistenza della notifica dell'intimazione di pagamento in quanto effettuata a mezzo p.e.c., la mancata notifica delle cartelle di pagamento e l'intervenuta  prescrizione dei crediti iscritti a ruolo.

16.3.19
NUOVO RISULTATO OTTENUTO DALLO STUDIO LEGALE AVV. TIZIANA CHIAPPONI -  AGENZIA DELLE ENTRATE RISCOSSIONE:
ANNULLATO IL PREAVVISO DI ISCRIZIONE  IPOTECARIA E LE CARTELLE DI PAGAMENTO SOTTESE DI IMPORTO PARI AD EURO 167.849,93

La Commissione Tributaria Provinciale di Latina con motivata sentenza ha accolto il ricorso proposto da un contribuente rappresentato e difeso dall'Avv. Tiziana Chiapponi con il quale si intimava il pagamento entro 30 dell'importo di euro 167.849,93, pena l'iscrizione d'ipoteca per il doppio del sopra indicato importo sugli immobili del contribuente. A fondamento dell'accoglimento del ricorso, la CTP argomentava l'autonoma impugnabilità innanzi alla Commissione Tributaria del preavviso d'iscrizione ipotecaria, benché afferente a diritti reali, e la mancata notifica delle cartelle di pagamento.
ARTICOLI
Stai visualizzando il 2019


Created with Templatedesign.it
Avv. Tiziana Chiapponi
Created with Templatedesign.it
Avv. Tiziana Chiapponi
Created with Templatedesign.it
Torna ai contenuti