2017 - AVVOCATO TIZIANA CHIAPPONI

AVVOCATO TIZIANA CHIAPPONI
Studio Legale
Diritto Civile - Commerciale, Diritto di Famiglia, Diritto
Tributario, Diritto del Lavoro, Diritto Penale
Polizza responsabilità civile Ass.Generali nr. 343324042

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Avv. Tiziana Chiapponi
Articoli 2017
Avv. Tiziana Chiapponi
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Articoli 2017
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ESECUZIONE PER IL PAGAMENTO DI OBBLIGAZIONI COTRATTE DAL CONDOMINIO NEI  CONFRONTI DEL SINGOLO CONDOMINO: LA PAROLA ALLA CORTE DI CASSAZIONE.

La sentenza n. 22856/2017 della Corte di Cassazione, pubblicata in data del 29 settembre 2017 ha statuito il seguente principio di diritto: "l'esecuzione nei confronti di un singolo condomino, sulla base di titolo esecutivo ottenuto nei confronti del condominio, per le obbligazioni di fonte negoziale contratte dall'amministratore, può avere legittimamente luogo esclusivamente nei limiti della quota millesimale del singolo condomino esecutato, che il creditore può' limitarsi ad allegare; nel caso in cui il creditore ne ometta la specificazione e/o proceda per il totale dell'importo portato dal titolo nei confronti di un solo condomino, implicitamente allegando una responsabilità' dell'intimato per l'intero ammontare dell'obbligazione, quest'ultimo potrà' opporsi all'esecuzione deducendo di non essere affatto condomino, ovvero deducendo che la sua quota millesimale e' inferiore a quella esplicitamente o implicitamente allegata dal creditore; nel primo caso, l'onere di provare il fatto costitutivo di detta qualità spetterà al creditore procedente, ed in mancanza il precetto dovrà essere dichiarato inefficace per l'intero; nel secondo caso sarà lo stesso opponente a dover dimostrare l'effettiva misura della propria quota condominiale; se tale dimostrazione venga fornita, l'atto di precetto dovrà' essere dichiarato inefficace per l'eccedenza, ma resterà valido per la minor quota parte dell'obbligazione effettivamente gravante sul singolo condomino; in mancanza di tale dimostrazione, l'opposizione non potrà invece essere accolta, l'atto di precetto non potrà essere dichiarato inefficace e resterà quindi efficace per l'intera quota di cui il creditore ha intimato il pagamento".

Nuova Vittoria Dell'Avv. TIZIANA CHIAPPONI
Ridotto Ad 1/5 Il Pignoramento Esattoriale Delle Provvigioni Di Un Agente Di Commercio.

Il caso: Equitalia Servizi di Riscossione eseguiva pignoramento delle provvigioni di un agente di commercio per oltre 300.000,00 euro. Avverso il pignoramento l'agente di commercio, a ministero dell'Avv. Tiziana Chiapponi, proponeva ricorso al Giudice dell'Esecuzione chiedendo la sospensione del pignoramento nonchè la riduzione dello stesso nei limiti di 1/5 atteso che il contribuente in parola era monomandatario dell'azienda terza pignorata. Il Tribunale di Latina, sezione esecuzioni mobiliari, rigettava l'istanza di sospensione, concedendo termine per la riassunzione nel merito innanzi ai Giudici competenti per materia.
Avverso la predetta ordinanza cautelare, l'Avv. Tiziana Chiapponi proponeva reclamo al Collegio.

La decisione: Il Collegio del Tribunale di Latina, aderendo alla tesi difensiva dell'Avv. Tiziana Chiapponi, revocava l'ordinanza cautelare impugnata, dichiarando illegittimo il pignoramento in quanto effettuato oltre la soglia di pignorabilità fissata nei limiti di 1/5. Ciò in quanto le provvigioni di un agente di commercio, benchè lo stesso non sia lavoratore subordinato, devono intendersi, comunque assimilabili a stipensio e/o salario, con conseguente applicazione dei relativi limiti di pignorabilità, tutte le volte in cui l'agente di commercio svolge tale attività in esclusiva per una sola azienda.

Nuova vittoria dello studio legale Avv. Tiziana Chiapponi

Il Caso: A seguito della risoluzione del contratto di locazione ad uso abitativo e del contestuale rilascio dell'immobile da parte dei conduttori, il proprietario faceva rilevare l'esistenza di danni dovuti al cattivo uso della cosa locata.

Quantificati, dunque, i danni, il proprietario promuoveva azione giudiziaria innanzi all'Ufficio del Giudice di Pace chiedendo la condanna dei convenuti al ristoro dei danni patiti. Si costituiva per i convenuti l'Avv. Tiziana Chiapponi la quale faceva rilevare il difetto di competenza per materia del G.d.p. adito in favore del Tribunale Ordinario. Si opponeva parte attrice la quale insisteva nella competenza del G.d.p. adito, atteso che trattavasi di risarcimento danni puro e semplice, in quanto "pagamento di una somma di denaro". Il  G.d.p. dichiarava la propria incompetenza per materia atteso che, benché il rapporto contrattuale di locazione fosse terminato, comunque la richiesta di pagamento somme era collegata all'esatta esecuzione delle obbligazioni assunte nell'ambito del contratto di locazione.

Prescrizione Cartelle:
A cura dell'Avv. Tiziana Chiapponi.

La prescrizione delle cartelle esattoriali è argomento sul quale da sempre si è molto discusso sia in dottrina che in giurisprudenza e che, per tale, ragione ha visto per anni l’alternarsi di più orientamenti giurisprudenziali che ne riconoscevano la prescrizione a volte in cinque ed altre volte in dieci anni. A tale contrasto giurisprudenziale è stata posta risposta con la recente sentenza n.23397 del 17.11.2016 resa dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la quale è stato definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni ecc.) si prescrivono nel termine breve di cinque anni, ad eccezione dei casi in cui il credito sia stato accertato in una sentenza passata in giudicato o con un decreto ingiuntivo divenuto definitivo. Ciò in ragione del fatto che la cartella di pagamento, benché non opposta, non può essere equiparata ad un atto sul quale è sceso il giudicato a fronte del vaglio di un organo giudicante (Tribunale, Giudice di Pace, Commissione Tributaria a seconda della competenza funzionale), ma di un semplice  atto amministrativo che, pertanto, non può essere sottoposto allo stesso termine di prescrizione previsto per i titoli giudiziari definitivi  (sentenze passate in giudicato o equipollenti). Le conseguenze che derivano dalla mancata impugnazione nei termini di legge delle cartelle esattoriali, infatti, consiste, secondo i Giudici di P.zza Cavour, nella “sostanziale irretrattabilità del credito” ma non certo ad un titolo giudiziale. Ciò sulla scorta del fatto, si legge in sentenza, che “non è consentito lasciare il contribuente assoggettato all’azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato e comunque, se corrispondente a quello ordinario di prescrizione” l’arco temporale di potenziale riscossione del credito erariale non può e non deve apparire “certamente eccessivo e irragionevole”. Si tratta chiaramente di una sentenza rivoluzionaria che sta letteralmente ribaltando l’esito di procedimenti di impugnazione di cartelle esattoriali pendenti, e che si prevede porterà all’annullamento di un gran numero di cartelle esattoriali.

Infatti, in tutti questi anni l’Agente della Riscossione, aderendo all’orientamento giurisprudenziale opposto, che riconosceva la prescrizione decennale, ha orientato l’intera propria attività di riscossione nel rispetto del predetto termine decennale  nziché di quello quinquennale.

Ovviamente, però, l’accertamento dell’avvenuta prescrizione delle cartelle esattoriali non avviene in automatico, ma su espresso impulso del contribuente il quale, attraverso impugnative, opposizioni e/o ricorsi potrà chiedere al Giudice adito di accertare l’intervenuta prescrizione della cartella esattoriale e del credito ivi recato chiedendone per l’effetto l’integrale annullamento. Pertanto, attenzione, cari lettori e contribuenti, alle notifiche di atti da parte dell’Agente della Riscossione perché le tempistiche di impugnazione sono molto brevi ( da trenta a sessanta giorni a seconda del tributo), trascorse inutilmente le quali, tali atti, benché recanti somme prescritte, riprendono vita, con la conseguenza che non sarà più possibile eccepirne la prescrizione prima dei successivi cinque anni.

Nuova Vittoria Dell' Avv. TIZIANA CHIAPPONI !!

Con provvedimento del 02.06.2017 il Tribunale Civile di Velletri ha rigettato la domanda svolta nell'ambito di un ricorso possessorio inoltrato da Acqualatina nei confroni di un Condominio a fronte dell'opposizione dei condomini a procedere alla riduzione e/o sospensione del flusso idrico. Sosteneva Acqualatina di avere subito spoglio nel possesso del contatore in quanto in più occasioni i propri operai si erano recati presso il Condominio per eseguire la riduzione/sospensione senza mai riuscirci atteso che i condomini, a volte anche in maniera sgarbata, gli intimavano non di non procedere. Il Tribunale Civile di Velletri, accogliendo la difesa del Condominio, rappresentato e difeso dall'Avv.Tiziana Chiapponi, ha rigettato l'avversa richiesta di condanna alla cessazione della condotta di spoglio e relativo risarcimento dei danni subiti, sulla scorta del principio per cui la condotta assunta dai condomini ha reso semplicemente più difficoltoso l'esercizio dei poteri spettanti ad Acqualatina, integrando, di fatto, semplice molestia per la quale non è prevista la tutela di cui all'art. 1170 c.c.. Nessuna condotta illegittima può dunque ritenersi integrata allorché l'utente si opponga verbalmente all'esecuzione della riduzione o sospensione del flusso idrico.

Informa Oggi 10 maggio 2017 ·
Stop Equitalia: Quando si prescrivono le cartelle esattoriali?
Avv. Tiziana Chiapponi

La prescrizione delle cartelle esattoriali è argomento sul quale da sempre si è molto discusso sia in dottrina che in giurisprudenza e che, per tale, ragione ha visto per anni l'alternarsi di più orientamenti giurisprudenziali che ne riconoscevano la prescrizione a volte in cinque ed altre volte in dieci anni. A tale contrasto giurisprudenziale è stata posta risposta con la recente sentenza n. 23397 del 17.11.2016 resa dalla Suprema Corte di Cassazione a Sezioni Unite, con la quale è stato definitivamente stabilito che le pretese della Pubblica Amministrazione (Agenzia delle Entrate, Inps, Inail, Comuni ecc.) si prescrivono nel termine breve di cinque anni, ad eccezione dei casi in cui il credito sia stato accertato in una sentenza passata in giudicato o  con un decreto ingiuntivo divenuto definitivo.
    
Ciò in ragione del fatto che la cartella di pagamento, benché non opposta, non può essere equiparata ad un atto sul quale è sceso il giudicato a fronte del vaglio di un organo giudicante (Tribunale, Giudice di Pace, Commissione Tributaria a seconda della competenza funzionale), ma di un semplice atto amministrativo che, pertanto, non può essere sottoposto allo stesso termine di prescrizione previsto per i titoli giudiziari definitivi (sentenze passate in giudicato o equipollenti). Le conseguenze che derivano dalla mancata impugnazione nei termini di legge delle cartelle esattoriali, infatti, consiste, secondo i Giudici di P.zza Cavour, nella "sostanziale irretrattabilità del credito" ma non certo ad un titolo  giudiziale.

Ciò sulla scorta del fatto, si legge in sentenza, che "non è consentito lasciare il contribuente assoggettato all'azione esecutiva del fisco per un tempo indeterminato e comunque, se corrispondente a quello ordinario di prescrizione" l'arco temporale di potenziale riscossione del credito erariale non può e non deve apparire "certamente eccessivo e irragionevole". Si tratta chiaramente di una sentenza rivoluzionaria che sta letteralmente ribaltando l'esito di procedimenti di impugnazione di cartelle esattoriali pendenti, e che si prevede porterà all'annullamento di un gran numero di cartelle esattoriali. Infatti, in tutti questi anni l'Agente della Riscossione, aderendo all'orientamento giurisprudenziale opposto, che riconosceva la prescrizione decennale, ha orientato l'intera propria attività di riscossione nel rispetto del predetto termine decennale anziché di quello quinquennale. Ovviamente, però, l'accertamento dell'avvenuta prescrizione delle cartelle esattoriali non avviene in automatico, ma su espresso impulso del contribuente il quale, attraverso impugnative, opposizioni e/o ricorsi potrà chiedere al Giudice adito di accertare l'intervenuta prescrizione della cartella esattoriale e del credito ivi recato chiedendone per l'effetto l'integrale annullamento. Pertanto, attenzione, cari lettori e contribuenti, alle notifiche di atti da parte dell'Agente della Riscossione perché le tempistiche di impugnazione sono molto brevi (da trenta a sessanta giorni a seconda del tributo), trascorse inutilmente le quali, tali atti, benché recanti somme prescritte, riprendono vita, con la conseguenza che non sarà più possibile eccepirne la prescrizione prima dei successivi cinque anni.

Decadenza dal beneficio della rateizzazione e iscrizione a Ruolo:

La Commissione Tributaria Regionale del Lazio sede di Latina, confermando la sentenza di primo grado resa dalla CTP di Latina, ha affermato il principio per cui l'Agenzia delle Entrate non può procedere all'iscrizione a ruolo delle residue somme, oltre sanzioni ed interessi, dovute dal contribuente, senza avergli preventivamente comunicato l'avvenuta decadenza dalla rateizzazione. Ciò, però,solo nel caso in cui l'ignaro contribuente abbia continuato a corrispondere le successive rate nei termini di legge.

Il caso: una società, a seguito di avviso bonario inviato dall'Agenzia delle Entrate, rateizzava il proprio debito godendo del beneficio della riduzione delle sanzioni a 1/3. Tuttavia, a seguito del ritardato pagamento di una sola rata (appena 1 giorno), l'Agenzia delle Entrate senza nulla comunicare alla società contribuente iscriveva a ruolo l'intera somma residua aumentata degli interessi e delle sanzioni ad importo pieno. Nel frattempo l'ignara contribuente continuava a corrispondere le rate nelle scadenze previste. Notificata la cartella di pagamento, la società, rappresentata e difesa dall'Avv. Tiziana Chiapponi, proponeva ricorso innanzi alla CTP di Latina chiedendone l'annullamento.

Una nuova vittoria per l'Avv. Tiziana Chiapponi e per i contribuenti!
Noi consumatori Movimento Antiequitalia : difenderci è un nostro diritto!

12 dicembre 2017
Interruzione del processo avente ad oggetto cartelle di pagamento Equitalia !!
   
Il Tribunale di Roma, accogliendo le eccezioni sollevate dall'Avv. Tiziana Chiapponi in un giudizio avente ad oggetto cartelle esattoriali emesse da Equitalia Servizi di Riscossione S.p.a., ha INTERROTTO IL PROCESSO atteso che, non essendosi costituito il nuovo ente, Agenzia delle Entrate Riscossione, il giudizio non poteva proseguire con la vecchia Equitalia, la quale, vieppiù, era rappresentata da Avvocato del libero Foro (cosa vietata per la nuova Agenzia delle Entrate Riscossione in quanto ente pubblico). Starà, adesso, alla parte più diligente (chi ha interesse alla prosecuzione del giudizio) riassumerlo nei termini di legge. Tuttavia, qualora Agenzia delle Entrate Riscossione si dovesse costituire a mezzo di un proprio funzionario/dirigente (ex dipendente Equitalia) che non abbia, perciò, partecipato a concorso pubblico, la nuova costituzione potrebbe nuovamente essere dichiarata illegittima e, vieppiù, incostituzionale, così come avvenne per i "falsi dirigenti" dell'Agenzia delle Entrate qualche anno fa.


Equitalia, se difensori non sono "interni", costituzione inammissibile.
21-11-2017 14:25 - Giurisprudenza di Merito

Nel processo tributario l´Agenzia delle Entrate - Riscossione (ex  Equitalia per intenderci) non può difendersi in giudizio per il tramite di avvocati esterni ma deve necessariamente avvalersi dei propri funzionari. Ciò è quanto si evince dalla sentenza n.11055/01/2017 pronunciata dalla Commissione Tributaria Provinciale di Napoli (liberamente visibile su www.studiolegalesances.it - Sezione Documenti). Secondo i giudici, quindi, quando il contribuente impugna una cartella di pagamento il concessionario (ossia l´Agenzia delle Entrate Riscossione) deve costituirsi in giudizio a mezzo del proprio personale interno e non con  avvocati del libero foro. Già da una precedente ordinanza collegiale del 23/03/2017, sempre della I° sezione della CTP di Napoli, si enunciava che: "letti gli artt 1, com 2, e 11 com 1 e 2  Dlgs 546/92 ... rilevato che l´Equitalia Servizi di Riscossione S.p.A. si è costituita in giudizio mediante un procuratore, assegna il termine perentorio di 30 gg dalla notifica della presente ordinanza per la diretta costituzione in giudizio a mezzo propri funzionari...". In realtà, la CTP di Napoli ha di fatto messo in pratica quanto  letteralmente sancito dall´art. 11 del d.lgs. 546/92 in materia di  processo tributario perché è proprio la legge a stabilirne il divieto per l´esattore di avvalersi di liberi professionisti nella difesa per le cause contro i contribuenti successive al 1°gennaio 2016. Infatti, l´art. 11 sopra citato, al comma 2, dispone che «l´agente della riscossione, nei cui confronti è proposto il ricorso, sta in giudizio direttamente o mediante la struttura territoriale sovraordinata». Dunque, la posizione processuale del concessionario è del tutto parificata a quella dell´Agenzia delle Entrate, con la conseguenza che lo stesso non può più avvalersi della costituzione a mezzo di un avvocato esterno. Tutto ciò trova conferma, a maggior ragione, dal 1° luglio 2017 con il passaggio di consegne da Equitalia Spa al nuovo ente pubblico economico,  Agenzia delle Entrate Riscossione, per il quale valgono le stesse  regole dettate in precedenza per gli enti impositori. Ne consegue che il contribuente, in caso di costituzione irregolare da parte della Agenzia Entrate Riscossione, potrà far valere l´inutilizzabilità delle difese di quest´ultima e, quindi, la mancanza di contestazioni alle eccezioni da lui sollevate. Infatti, anche nelle cause contro il Fisco come in quelle civili, vale il principio di non contestazione previsto dall´art. 115 cpc: in pratica tutte le deduzioni mosse da una parte nei confronti dell´altra che non trovano nella difesa dell´avversario una valida risposta e prova  contraria si considerano come "non contestate" ossia fondate e il giudice è tenuto a fondare su di esse la sua decisione. Per rendere tutto più chiaro, immaginiamo, ad esempio, che un contribuente impugni una cartella esattoriale sostenendo di aver già pagato una parte della somma richiestagli dal Fisco. In caso di mancata contestazione oppure di costituzione irregolare (per esempio perché avvenuta per il tramite di avvocati esterni) il giudice potrebbe ritenere fondata l´eccezione di "avvenuto pagamento". Il medesimo principio vale dunque anche nel caso di costituzione irregolare di una delle parti. Principio che ne consegue per i giudici di Napoli, dunque, è che la costituzione in giudizio dell´esattore, effettuata per il tramite di un professionista esterno invece che con un funzionario interno dell´ente, è illegittima e determina l´inammissibilità delle difese oltre che della documentazione difensiva prodotta.

Fonte http://www.avvocatirandogurrieri.it

18 novembre 2017 ·
Un'altra vergogna in danno dei contribuenti ed esempio di quanto la legge non la si vuole uguale per tutti!!!

Tramontata quasi. La scellerata ipotesi di prolungare a dieci anni tutte prescrizioni dei crediti esattoriali, grazie alla battaglia di Noiconsumatori ancora una volta il Governo e la maggioranza PD corrono in aiuto dell'Agenzia dell' Entrate - Riscossione (ex Equitalia) con norme palesemente ingiuste ed illegittime altro che incostituzionali. Questa volta con un provvedimento discutibile, adottato dal Senato (relatore in commissione Sen. Bachisio Silvio Lai, in quota PD), è stato inserito - in sede di conversione in legge del D.L. n. 148/2017 - un maxi emendamento al testo originario: l'art. 19 octies (disposizioni in materia di riscossione) ovvero una norma che in sostanza modifica l'art. 14 del D.L. 31 dicembre 1996, n. 669 in materia di esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inserendo nella formulazione originaria le parole: "gli enti pubblici economici e l'ente Agenzia delle Entrate - Riscossione" . Orbene se l'emendamento approvato al Senato dovesse essere confermato alla Camera dei Deputati - dove è in corso l'iter di approvazione della legge di conversione del D.L. n.148/2017 - il novellato testo art. 14  del D.L. 31 dicembre  1996, n. 669 in materia di esecuzione forzata nei confronti delle pubbliche amministrazioni avrà il seguente tenore letterale:"Le amministrazioni dello Stato e GLI ENTI PUBBLICI NON ECOMINICI E L'ENTE AGENZIA DELLE ENTRATE - RISCOSSIONE, completano le procedure per l'esecuzione dei provvedimenti giurisdizionali e dei lodi arbitrali aventi efficacia esecutiva e comportanti l'obbligo di pagamento di somme di danaro entro il termine di centoventi giorni dalla notificazione del titolo esecutivo. Prima di tale termine il creditore non può procedere ad esecuzione forzata ne' alla notifica di atto di precetto"

Fonte Angelo Pisani.

Avv. Tiziana Chiapponi 23 ottobre 2017 ·
Una interessante sentenza in materia di diritto minorile e responsabilità genitoriale.

Il Tribunale di Milano con la sentenza n. 2938/2017, ha condannato un papà che aveva rifiutato ogni contatto con il figlio, peraltro disabile, che pure aveva riconosciuto, al pagamento di 100mila euro per la sofferenza subita dal minore a causa della totale «deprivazione della figura paterna». La somma è stata determinata, in via equitativa, prendendo a riferimento le Tabelle per liquidazione del danno non patrimoniale per perdita del rapporto parentale redatte dall'Osservatorio milanese.

Avv. Tiziana Chiapponi . 26 settembre 2017 · LOCAZIONI.
Nuova vittoria dello studio legale Avv. Tiziana Chiapponi.

A seguito della risoluzione del contratto di locazione ad uso abitativo e del contestuale rilascio dell'immobile da parte dei conduttori, il proprietario faceva rilevare l'esistenza di danni dovuti al cattivo uso della cosa locata. Quantificati, dunque, i danni, il proprietario promuoveva azione giudiziaria innanzi all'Ufficio del Giudice di Pace chiedendo la condanna dei convenuti al ristoro dei danni patiti. Si costituiva per i convenuti l'Avv. Tiziana Chiapponi la quale faceva rilevare il difetto di competenza per materia del G.d.p. adito in favore del Tribunale Ordinario. Si opponeva parte attrice la quale insisteva nella competenza del G.d.p. adito, atteso che trattavasi di risarcimento danni puro e semplice, in quanto "pagamento di una somma di denaro". Il G.d.p. dichiarava la propria incompetenza per materia atteso che, benché il rapporto contrattuale di locazione fosse terminato, comunque la richiesta di pagamento somme era collegata all'esatta esecuzione delle obbligazioni assunte nell'ambito del contratto di locazione.



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